Da 50 sigarette al giorno a 0 in solo 10 settimane.
Il "caso disperato" di Erika

Caso studio: Erika, da 50 sigarette al giorno + elettronica a zero fumo in 3 mesi

Quando Erika è arrivata da me, fumava da 30 anni. Era arrivata a circa 50 sigarette al giorno. E non solo: usava anche elettronica e IQOS nei momenti in cui non poteva accendere una sigaretta normale.

Il fumo era ovunque: appena sveglia, dopo il caffè, in casa, in macchina, durante le pause, dopo i pasti, nei momenti di stress e anche quando era semplicemente annoiata.

Ma il problema più grande non era solo la quantità. Il problema era che Erika si identificava nel fumo.

Dopo 30 anni, la sigaretta non era più solo un gesto. Era diventata una parte della sua quotidianità, della sua immagine, del suo modo di affrontare le giornate.

E infatti una delle sue paure più grandi era proprio questa:

"Se smetto, perdo una parte di me?"

Non aveva paura solo di togliere la nicotina. Aveva paura di non riconoscersi più senza sigaretta.

Prima di iniziare il percorso con me, Erika aveva già provato diverse strade.

Aveva provato per tanto tempo anche la citisina. Il problema è che, nel suo caso, non le toglieva l'automatismo. Magari poteva aiutarla su una parte del bisogno fisico, ma non cambiava ciò che la portava ad accendere in automatico: la sigaretta dopo il caffè, quella in macchina, quella nei momenti di tensione, quella presa senza pensarci.

E col tempo, per come la viveva lei, anche la citisina era diventata quasi un nuovo appiglio: qualcosa di cui sentiva di avere bisogno per sentirsi al sicuro.

Dopo diverse chiacchierate profonde insieme, è stata lei a decidere di non prenderla più. Non perché qualcuno glielo avesse imposto, ma perché aveva capito che il suo problema non era solo "togliere una sostanza".

Il suo problema era cambiare il rapporto che aveva costruito con il fumo in 30 anni.

Aveva provato anche i percorsi gratuiti dei centri antifumo. Ma lì si era sentita scoraggiata.

Da una parte, l'unica indicazione che riceveva era: "Togli tutto subito". Dall'altra, sentiva le altre persone dire che, anche dopo aver smesso, avevano ancora voglia di fumare.

E per Erika questa cosa era pesantissima, perché dentro di sé pensava:

"Se anche dopo aver smesso devo continuare a desiderare la sigaretta, allora come faccio?"

Quella prospettiva la spaventava. Le faceva vivere lo smettere come una lotta infinita.

Così, di sua spontanea volontà, ha deciso di non andare più e di dedicarsi solo alle chiamate con me, perché per la prima volta si sentiva ascoltata davvero.

Non giudicata. Non trattata come una persona debole. Ma seguita passo passo da qualcuno che la capiva, la spronava e, quando serviva, la richiamava all'attenzione.

⬇️ Guarda la testimonianza qui sotto! ⬇️

Da lì abbiamo iniziato a lavorare con metodo.

Nel primo mese abbiamo tolto elettronica e IQOS, perché nel suo caso non la stavano aiutando a fumare meno. Al contrario, la portavano a fumare ancora più spesso e in modo ancora più automatico.

Quando hai sempre qualcosa a disposizione, finisci per usarlo in continuazione: in casa, al lavoro, in macchina, davanti alla TV, anche solo per riempire un momento vuoto. Quindi il primo passo è stato eliminare ciò che alimentava di più l'automatismo.

Già dalle prime due settimane abbiamo tolto anche le sigarette da casa, perché finché hai le sigarette sempre a portata di mano, ogni momento di stress, noia o nervosismo diventa una scusa per fumare.

Togliere le sigarette da casa non significava aver risolto tutto, ma significava iniziare a rompere il legame tra ambiente e fumo.

Con la macchina, invece, è stato più difficile. Per Erika fumare mentre guidava era diventato un gesto automatico: saliva in auto e il cervello cercava subito la sigaretta.

Lì non bastava dirle: "Non fumare". Abbiamo dovuto lavorare con molta presenza e molta ripetizione.

Ogni viaggio diventava un'occasione per allenare un comportamento nuovo: entrare in macchina, riconoscere l'impulso, lasciarlo passare e non trasformarlo subito in una sigaretta.

All'inizio è stato faticoso. Poi, ripetendolo, quel momento ha iniziato a perdere forza.

Nel secondo mese, il fumo non era più presente ovunque come prima. C'erano ancora sigarette, sì, ma Erika non era più completamente guidata dagli automatismi. Stava iniziando a riprendere controllo.

E soprattutto stava capendo una cosa fondamentale: non era debole, non era sbagliata e non era "senza forza di volontà". Aveva solo costruito negli anni una serie di abitudini, associazioni e pensieri che andavano smontati con metodo.

Senti cosa ha da dire Erika:

Nell'ultimo mese abbiamo lavorato sulla parte più profonda: i pensieri e le paure legate al fumo.

Perché Erika non doveva solo smettere di accendere sigarette. Doveva smettere di vedere la sigaretta come una parte della sua identità. Doveva liberarsi dall'idea che senza fumo avrebbe perso qualcosa di sé.

Abbiamo lavorato sulle ultime paure:

"E se poi sto male?" "E se mi manca troppo?" "E se non riesco a gestire lo stress?" "E se senza sigarette non sono più io?"

Piano piano, la sigaretta ha cambiato significato. Non era più una compagna, non era più un sostegno, non era più qualcosa che la definiva. Era diventata ciò che le aveva tolto libertà per anni.

Dopo 3 mesi, Erika ha smesso completamente. Zero sigarette. Zero elettronica. Zero IQOS.

E la cosa più importante è che non ci è arrivata stringendo i denti o vivendo ogni giorno come una punizione. Ci è arrivata preparata, con meno automatismi, con meno paura, con più presenza, con un rapporto completamente diverso con il fumo.

Questo è ciò che faccio nel mio percorso di consulenze e chiamate settimanali. Non ti dico solo "devi smettere". Ti aiuto a capire perché fumi, dove fumi, quando fumi, cosa ti attiva il bisogno e quali pensieri ti tengono ancora legata alla sigaretta.

Perché se fumi da 20, 30 o 40 anni, non ti basta togliere tutto da un giorno all'altro. Ti serve un percorso, ti serve essere ascoltata, ti serve qualcuno che ti accompagni, ti sproni e ti riporti all'attenzione quando stai ricadendo nei vecchi automatismi.

Ed è proprio così che Erika, dopo 30 anni di fumo, è riuscita a smettere davvero.

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